Ju Jitsu

Identifcare le origini del JuJitsu è molto di cile, di questa forma di combattimento per la sopravvivenza si hanno notizie di una massima diffusione in Giappone
tra il 1500 e 1800. Il JuJitsu era una pratica marziale attuata principalmente a mani nude, dai famosi SAMURAI. La conoscenza del corpo umano e del suo funzionamento Biomeccanico, era pressoché perfetto per la pratica quotidiana, spesso esercitata in maniera crudele. Benchè il principio del JuJitsu sia quello della  flessibilità, i due ideogrammi JU, che significa cedevolezza e JITSU, che si traduce con Arte, Pratica, era praticato con la massima violenza.

Le leve, gli strangolamenti, le proiezioni, gli atterramenti, i colpi, venivano portati in maniera estrema a volte finalizzato a terminare l’avversario. Ma così come è caratteristico della società Nipponica, che spesso può sembrare contraddittoria, il JuJitsu era anche un codice morale, una sintesi di valori e comportamenti morali
e religiosi. 

In Italia “La Dolce Arte” ebbe un suo padre fondatore, il Maestro GINO BIANCHI, che lo divulgò, dando il suo nome al metodo che oggi viene adottato
ufficialmente dalla FIJLKAM. Il suo sviluppo nel nostro Paese è oggi notevole e viene praticato da migliaia di persone sotto forma amatoriale e agonistica, rappresentando un efficacissimo metodo di Difesa Personale.

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